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giovedì 25 settembre 2008
martedì 23 settembre 2008
venerdì 12 settembre 2008

Genere: Thrash Metal
Tematiche: tipiche metallica: guerra, soldi etc etc
Provenienza: San Francisco, California - U.S.A.
Data di Fondazione: 1981
Ultima Etichetta: Warner Bros. Records
Status: più forte che mai.
Non era facile. Alle spalle un album quasi fallimentare quale St.Anger (2003), le innumerevoli cause legali (napster su tutti) che ha destabilizzato la credibilità della band di frisco e in generale una proposta musicale che negli ultimi anni non convinceva il grande pubblico Metal (qualcuno ha detto Load, ReLoad o S&M?), i problemi all’interno della band che li hanno portati quasi allo scioglimento e il ricovero di James per problemi all’alcol e infine la cacciata di Jason con la convocazione di Rob al basso.
Dopo 5 anni, numerose anteprime, dichiarazione positive e negative, critiche e chi più ne ha più ne metta, esce “Death Magnetic” che riporta i quattro cavalieri finalmente nella retta via del thrash metal.
Si parte con That Was Just Your Life, e si parte forse con la migliore traccia del disco. Arpeggio e subito all'attacco vecchia maniera (qualcuno ha detto Battery?). La ritmica di James e il basso di Rob si fanno sentire. Bellissimo l'assolo finale di Kirk. Con la seconda The End Of The Line colpisce il continuo cambio di tempi: ora ritmata, ora violenta e verso la fine è inaspettato lo stacco melodico per poi riesplodere. Come al solito in evidenza l'ottimo basso di Rob e la chitarra di Kirk. Broken, Beat & Scarred ci riporta con la mente in epoca Black Album, ma decisamente in salsa più pesante. Ed è questo che finora colpisce: i 4 di frisco per tutto il disco non si tirano indietro quando c'è da pestare duro la batteria, o sguinzagliare un riff thrash. Tornando alla canzone concludo con il sottolineare l'ottima base ritmica e la batteria di Lars, per poi l'esplodere del bellissimo assolo. Era ora. Finalmente. The Day That Never Comes ormai la conosciamo tutti; i 'Tallica l'hanno scelta come singolo e a parte un orribile videoclip abbiamo una canzone da 90. Come tipologia riprende moralmente quanto già fatto in passato con One (con i dovuti paragoni ovviamente): canzone lunga che ha due spezzoni; prima parte lenta e ritmata per poi nella seconda esplodere in una bellissima cavalcata puramente thrash. Bella la doppia chitarra verso la fine. Erano anni che i 4 non suonavano così. All Nightmare Long è un altro pezzo da 90, un altra candidata a “migliore del disco”. Canzone in puro thrash style, che ricorda tanto i metallica epoca '88 di Justice. Ottimo riff, ottima prova vocale di James, e assolo finale da brivido, con una base ritmica a far tremare tutto. Bravi bravi bravi. Con Cyanide arriviamo forse al primo dei tre anelli deboli del disco: canzone anche questa che conosciamo tutti bene, è una canzone con diversi cambi di tempo, buona ritmica ma nulla di più; certo questa vale molto più delle ultime uscite (qualcuno ha detto I Disappear?) ma data la qualità del disco in generale questa obiettivamente perde. Nulla toglie che dal vivo farà bene il suo lavoro. Ha pure un bel ritornello, carino l'assolo ma come detto nulla di più. La successiva The Unforgiven III (secondo dei tre anelli deboli) proprio non la capisco: centra poco in un disco del genere votato al thrash. Le curiosità non mancano: per la prima volta in 25 anni di carriera i 4 se ne escono con un intro di pianoforte e la parte sinfonica sembra scritta dal maestro Morricone in persona. Musicalmente ricorda alla lontana qualcosa del duo Load/Reload ma è solo un'impressione lontana lontana (fortunatamente). Personalmente non dispiace, la ascolto volentieri ma non fa perdere la testa, ma resta indubbio che una song del genere centri ben poco con la volontà del disco. Come Cyanide carina e niente più. Ultima cosa: perchè Unforgiven III dato che centra poco o nulla con le precedenti? Bo! The Judas Kiss lo dico prima è la preferita del disco di chi scrive: canzone bella in tutto. Ricorda molto sonorità à la Master Of Puppets con i suoi numerosi cambi di tempo. Ottimo il ritornello e straordinario l'attacco da metà fino alla fine con un Kirk in stato di grazia. Non aggiungo altro. La strumentale Suicide & Redemption è il terzo anello debole: monotona nel suo incedere, sembra una jam session prima delle prove che una canzone ufficiale. Peccato perchè poteva uscire una gran bella song. In chiusura My Apocalipse, canzone che pesta duro per tutti i suoi 5 minuti. Bella e in puro stile thrash (con reminiscenze di Dyers Eve da Justice) in evidenza un ottimo James.
Che dire di questo Death Magnetic? Album prodotto egregiamente con il guru Rick Rubin dietro la console che come detto riporta i ‘Tallica nel regno del thrash. Difetti? Ci si aspettava un Lars più dinamico e il basso di Rob più in evidenza come manca una second volcals (Jason in questo era un grande). Ma sono “difetti” marginali. C’è da dire che grava il loro passato, da loro ci si aspetta sempre il massimo ma con questo platter finalmente si riascoltano i Metallica per quello che sanno fare meglio. Ovviamente è inutile tirare in ballo vecchi scheletri; con buona pace di tutti i Metallica degli anni ’80 sono rimasti lì. Oggi abbiamo una band che suona moderno ma dannatamente thrash! E per favore niente stupidi pregiudizi, il passato è passato. Bentornati Metallica!
That Was Just Your Life - 07:08
The End of the Line - 07:52
Broken, Beat & Scarred - 06:25
The Day That Never Comes - 07:56
All Nightmare Long - 07:58
Cyanide - 06:39
The Unforgiven III - 07:47
The Judas Kiss - 08:00
Suicide & Redemption (instrumental) - 09:57
My Apocalypse - 05:01
martedì 26 agosto 2008
Metallica - My Apocalypse
venerdì 22 agosto 2008
Metallica: disponibile singolo
E' disponibile inoltre Cyanide. Canzone tratta dal nuovo Death Magnetic in uscita il 12 settembre in tutto il mondo. L'esibizione si riferisce all'Ozzfest del 9 agosto a Dallas.
martedì 22 luglio 2008
NUCLEAR ASSAULT
Genere: Thrash MetalTematiche: Politica, Società, Guerra, Umorismo, Argomenti Casuali
Provenienza: USA (New York)
Data di Fondazione: 1984
Ultima Etichetta: Screaming Ferret Wreckords
Status: Attivo
Biografia:
1985 Esce Fistful of Metal il primo disco degli Anthrax, ma alcune discordanze portano Dan Lilker (basso) a lasciare la band.
Quindi insieme a John Connelly (chitarra e voce) reclutati Mike Bogush (chitarra) e Scott Duboys (batteria) fonda i Nuclear Assault.
Questi ultimi vengono sostituiti quasi subito con Glenn Evans alla batteria (all'epoca da poco uscito dai devastanti TT Quick), e Anthony Bramante alla chitarra.
1986 è tempo di smettere di giocare e iniziare a fare sul serio e così esce Game Over che inizia a delineare lo stile dei NA.
Scenari apocalittici, terrore nucleare, clima da piena guerra fredda... temi riproposti con ferocia e senza mezzi termini.
Lo stile profondamente Thrash con quelle influenze hardcore che lo rendono maledettamente unico e riconoscibile, con una ritmica solida dettata dal basso di Lilker e dalla violenza di Evans alle pelli.
La timbrica di Connelly va a rendere il risultato ancora più crudo ed i testi risultano sputati in faccia senza rancore.
E mentre nella bay Area i gruppi thrash com Metallica e Slayer rimpinguavano le loro casse a forza di album e live, la scena newyorkese cresceva con gruppi come Nuclear Assault, Anthrax, Overkill e S.O.D. e non ha nulla da invidiare ai loro fratelli ricchi dell'ovest.
1987 arriva The Plaugue (con Game Over e Butt Fuck) EP Straordinario che fa da prologo per il successivo Survive (1988) un altro album capolavoro che fila liscio come il precendente, stessa line up stessi obbiettivi stesso risultato ma non per niente scontato anzi, da apprezzare la coerenza e convinzione con cui presentano il loro modo di essere senza troppe prestese e sezna curarsi delle conseguenze partorendo dei piccoli capolavori come Brainwashed.
1989 arriva un altro disco d'antologia da parte dei Nuclear Assault Handle With Care. Un altro album Totale con la stessa freschezza di Game Over e una scaletta devastante con New song, Critical mass, Inherited Hell... insomma un Connelly informissima e un songwriting ispirato. Lavoraccio da bavetta su tutti i punti di vista.
1991 è l'anno di Out of Order, un album che merita per carità soprattuto per certe song come l'opener Sign in Blood, ma tutto sommato non agli stessi livelli dei precendenti, per certi versi comunque spettacolare ma la voce di Connelly non risulta convinta come nel precedente e la produzione forse è fin troppo pulita. Grande la cover di Ballroom Blitz pezzo degli anglosassoni glamster the sweet che chiude inaspettatamente l'album.
1993 Something wicked un album senza Bramante e Lilker ed abbiamo detto tutto, si potrà essere senza dubbio interessante ma siamo ben lontani dal buon vecchio Game Over... dopo questo disco sembra finita per i NA ma dopo 12 anni tornano in studio e con Lilker al basso, il risultato è Third World Genocide (2005).
L'album è... insomma bello ma assolutamente non paragonabile a Game Over o Handle With Care.
Nel 2008 i Nuclear Assault continuano imperterriti nelle loro performance live a fare casino in giro per il mondo anche nei paesini più sconosciuti a colpi di Butt Fuck. Grande Lilker, grandi Nuclear.
VIDEO
Stranded in Hell
Brainwashed
Critical Mass
HANDLE WITH CARE 1989A sorpresa ecco la recensione di Handle With Care e non di Game Over, a cui son più affezionato rispetto al primo lavoro perchè i Nuclear li ho conosciuti proprio con quest'album, ma a mio parere sono entrambi degli album essenziali del thrash.
Handle With Care è l'esempio evidente del thrash di Dan Lilker e soci.
Partendo subito dalla tiratissima New Song con il duo ritmico Lilker/Evans solido più che mai, un riffing spaccaossa e un Connelly energico come mai prima.
Il mid-tempo di Critical Mass è una di quelle cose che ti entra nella testa e ci rimane per anni, il testo come al solito con tono acido e di denuncia e un assolo sorpendente, una traccia storica... stupendo anche il video con quella stragnocca di jessica hahn come ospite.
Le chitarre si fanno strada a forza di rasoiate nella seguente Inherited Hell.
In Surgery il ritmo si fa più cadenzato al contrario di Emergency dove accelerazioni e decelerazioni si susseguono in un amalgama ben congeniato.
Una traccia insolita (anche se dai Nuclear c'era d'aspettarselo) è Funky Noise, reinterpretazione del fenomeno in chiave Nuclear Assault.
Si continua con F# (Wake Up) pezzo trascinante con tanto di mega solo devastante.
When Freedom Dies sembra che abbia qualche influenza thrash più da bay area sopratutto per quanto riguarda la base ritmica.
Un rutto e via con Search and Seizure dove Connelly sforza tantissimo con la voce per dare un tono più ruvido e squillante, ritmi veloci e un altro assolo degno di nota (anche se rischio di diventare ripetitivo si tratta di questo).
Poi Torture Tatcics altra song cadenzata, dall'incendere solito e potente con un Evans che detta i tempi dalla sua postazione.
E non poteva mancare Mother's Day, la classica sfuriata hardcore da un minuto.
Chiude spendidamente Trail of Tears con tanto di malinconico triste arpeggio che da una degna chiusura ad un disco che è una pietra miliare del metal.
Tracklist:
| 1. | New Song | 02:58 |
| 2. | Critical Mass | 03:19 |
| 3. | Inherited Hell | 03:30 |
| 4. | Surgery | 02:45 |
| 5. | Emergency | 03:20 |
| 6. | Funky Noise | 00:50 |
| 7. | F# (Wake Up) | 02:58 |
| 8. | When Freedom Dies | 02:34 |
| 9. | Search & Seizure | 04:11 |
| 10. | Torture Tactics | 02:22 |
| 11. | Mother's Day | 00:33 |
| 12. | Trail of Tears | 05:45 |
| Total playing time | 35:05 | |
sabato 19 luglio 2008
BLOODBATH

Genere: Death Metal
Tematiche: Sangue, temi splatter e forte humor nero
Provenienza: Svezia
Data di Fondazione: 2000
Ultima Etichetta: Century Media/SELF
Status: attivo
Biografia:
Gli svedesi Bloodbath sono nati nel 2000 per volere di quel gran genio di Mikael Åkerfeldt (Opeth). Ad accompagnarlo ci sono Dan Swanö (Edge of Sanity e Nightingale) alla batteria, Anders "Blakkheim" Nyström (Katatonia, Diabolical Masquerade) alla chitarra, e Jonas Renkse (Katatonia, October Tide) al basso.
Sempre nel 2000 esce l'EP Breeding Death, prima prova generale prima dell'uscita ufficiale nel 2002 con l'ottimo Resurrection Through Carnage. L'album è puro death metal di matrice svedese dove troviamo testi ironici ed imperniati su tematiche splatter, ma piene di humour nero. Ma è una cosa consapevole dal gruppo dato che Bloodbath viene solo visto dai 4 svedesi come un side-project solo per divertirsi e staccarsi dai gruppi "ufficiali".

Nel 2004 Mikael Åkerfeldt lascia la band per dedicarsi pienamente alla sua creatura Opeth, e il suo posto viene preso dalla voce degli Hypocrisy Peter Tägtgren. Con Peter Tägtgren cambiano anche i ruoli all'interno della band e cosi Dan Swanö prende a suonare la chitarra e il suo posto alle pelli viene preso da Martin Axenrot (in forza agli Opeth).
Così sempre nel 2004 viene rilasciato il superbo Nightmare Made Flesh. album caratterizzato da sonorità più cattive rispetto alla precedente prova. Cancer Of Soul e Bastard Son Of God sono un perfetto esempio di Death Metal; non siamo all'apice dell'originalità ma si sente il death più genuino, più sincero, quello che sentivamo nei primi '90 con mostri sacri come Morbid Angel (ascoltatevi la conclusiva Eaten) o Entombed, Dismember e compagnia bella.

Archiviato il 2004, il 2005 viene ricordato per l'abbandono di Peter Tägtgren e così la band cerca il possibile nuovo cantante. Ma la sorpresa arriva il 5 agosto dello stesso anno dove gli svedesi si esibiscono al Wacken Open Air in Germania dove alla voce si ripresenta Mikael Åkerfeldt. Grande show, applausi generali (verrà fatto nel 2006 il dvd) ma la band e lo staff diranno che Åkerfeldt si è presentato come ospite e che la ricerca del cantante continua.

Nel 2007 Åkerfeldt annuncia di far parte a tempo pieno del progetto Bloodbath e rilascia l'EP Unblessing The Purity.
Attualmente i Bloodbath sono rinchiusi nei Park Studio di Stoccolma per registrare il loro terzo album ufficiale The Fathomless Mastery che uscirà questo autunno.
Nell'attesa eccovi alcuni estratti della loro esibizione del Wacken:
Intro/Cancer of the soul
Eaten
DESTRUCTION

Genere: Thrash Metal
Tematiche: Anti-religione, Politica, Metal
Provenienza: Germania (Weil am Rhein, Baden-Württemberg)
Data di Fondazione: 1982
Ultima Etichetta: AMF Records
Status: Attivo
Biografia:
Nati a Weil am Rhein nel 1982 inizialmente come Knight of Demon con un sound heavy in poche settimana hanno cambiato atteggiamento influenzati un po' da i venom, diventando rapidamente insieme a Kreator e Sodom l'emblema del thrash made in Germany, sempre in prima linea nella scena metal anni '80. Schmier (basso e voce), Mike Sifringer (chitarra) e Thomas "Tommy" Sandmann (batteria) fanno un'ingresso col botto subito con un capolavoro grezzo violento duro senza precedenti ovvero "Sentcence of Death".
Secondo me dopo un lavoro del genere una band può ritenersi più che soddifatta, carichi più che mai si mettono al lavoro per realizzare il primo full length "Infernal Overkill" potente come una fucilata.
In "Eternal Devastation", il trio tedesco combina tecnica e song strutturalmente più complesse con thrash a profusione e la voce di Schmier che è carta vetrata tutti tratti che diventano il loro marchio di fabbrica.
Non manca proprio nulla ai 3 crucchi: talento, creatività e idee chiare.
Il chitarrista Harry Wilkens parteciap alle registrazioni di "Eternal Devastation", e Tommy va via e viene sostituito da Oliver ``Olli`` Kaiser, che di fatto fa il loro debutto nel Mini-LP "Mad Butcher".
Con "Release From Agony" la band inizia a sfruttare a pieno la seconda chitarra aggiunta, e la band comincia a suonare live in giro con i Motörhead in tutta Europa e in alcune date del tour americano degli Slayer.
Il risultato di queste esperienze è "Live without sense" assolutamente uno dei live album più belli mai prodotti, ma dopo aver accompagnato in tour i Celtic Frost per promuovere Cold Lake in Regno Unito qualche dissenso interno ha portato Schmier a lasciare la band, durante la registrazione di "cracking Brain" che viene finito col singer André Grieder dei Poltergeist. Il 4 ° LP ricevuto è piuttosto scarsa. Nel 1991 Mike e Olli decidono di continuare ad utilizzare il nome Distruction con nuovi membri. Vengono prodotti vari 2 EP ed un LP ma non ricevono grande approvazione dai vecchi fans.
Nel 1999 vedendo le richieste della stampa e dei numerosi fans Mike e Schmier riformano i Destruction insieme a Sven Vormann nuovo batterista. Nello stesso anno inizia il ritorno dei Destruction con la partecipazione a tutti i più randi live tedeschi e nel 2000 viene rilasciato "All Hell Breaks Loose", segue "The Antichrist" nel 2001 e "Metal Discharge" nel 2003. La band firma quindi per la AFM Records con la quale produce Inventor of Evil nel 2005 e D.E.V.O.L.U.T.I.O.N. nel 2007.
VIDEO

SENTENCE OF DEATH 1984
Primo Ep, primo capolavoro dei 3 di Weil am Rhein, il debutto ufficiale dopo la registrazione di alcuni nastri è proprio Sentence of Death.
Una produzione spaventosamente grezza e sporca, arrangiamenti immediati, la voce di Schmier ruvida e sinistra. 6 brani di puro Thrash e basta.
L’intro apocalittica fa da preludio a Total Disaster un pezzo destinato a spaccare milioni di teste dall’impatto live devastante dove Mike non perde tempo a proporci i suoi riff corrosivi. Segue Black Mass tra accelerazioni rapide uno Schmier esaltato, Tommy che picchia impazzito sulla batteria e un assolo da vecchia scuola di Mike.
Adesso è il turno dell’inno dei Destruction, Mad Butcher 3 minuti e 31 secondi di violenza, un riff che rimarrà per sempre inchiodato al vostro cervello, semplicemente unica per impatto e coinvolgimento. Segue Satan’s Vengeance oscura e infetta si mantiene sulla stessa scia dell’album così come Devil’s Soldiers che ha il compito di chiudere questo EP e lo fa alla grande con Tommy che martella e un altro stupendo solo di Mike.
Un disco che vi farà perdere la testa, perché dopo tutto l’headbanging che c’è da fare probabilmente vi si sarà staccata. Unico, dall’impatto violento è senza dubbio da definire storico.
Tracklist:
| 1. | Intro | 01:14 |
| 2. | Total Desaster | 04:06 |
| 3. | Black Mass | 04:00 |
| 4. | Mad Butcher | 03:31 |
| 5. | Satan's Vengeance | 03:16 |
| 6. | Devil's Soldiers | 03:26 |
| Total playing time | 19:33 | |
giovedì 17 luglio 2008
Blaze Bayley - The Man Who Would Not Die

Genere: Heavy Metal
Tematiche: fottuto heavy... che altro aggiungere
Provenienza: Inghilterra
Data di pubblicazione: 2008
Etichetta: Blaze Bayley Rec.
Recensione
A quattro anni di distanza dall’ ultimo album dei Blaze “Blood and Belief”, il cantante inglese ha deciso di aprire la sua personale etichetta discografica ed uscire con il nuovo potentissimo album The Man Who Would Not Die e presentarsi per intero a suo nome e cognome. Niente band dai nomi altisonanti da pubblicizzare, niente mega label dietro il culo, ma solo lui, la sua etichetta e la sua faccia.
La line-up dei musicisti che accompagnano il singer vede la presenza di Lawrence Paterson (ex Chokehold) alla batteria, Jay Walsh (Anger Management, Four Way Kill) alla chitarra, Nico Bermudez (Underthreat) alla chitarra e David Bermudez (Underthreat) al basso.
L'album prodotto dallo stesso Blaze vede una nuova direzione musicale, molto più Heavy Metal dei precedenti lavori. Se i dischi precedenti strizzavano l’ occhio a sonorità più moderne, “The Man Who Would Not Die” è un disco di sano e fottuto Heavy Metal classico, sullo stesso stile di Iron Maiden dei tempi migliori, Judas Priest con una spruzzata di Manowar con vari brani veloci e con le entusiasmanti cavalcate tipiche del Metal inglese vecchio stie. La title track, Robot o Samurai sono un perfetto esempio.
L'album infine presenta una produzione moderna che dà ampio respiro oltre che alla voce di Blaze (in questo disco in perfetta forma) anche alla base ritmica della band sempre pronta e potente.
Gli unici punti deboli del disco sono a mio modo di vedere la lenta At The End Of The Day, lenta e noiosa salvo il carino assolo finale, e la ripetitiva A Crack In The System.
In ogni caso c'è da fare solo i complimenti al buon Blaze che dopo lo split con i Maiden è stato capace di risollevarsi (psicologicamente e musicalmente) e comporre ottima musica. Questo The Man Who Would Not Die è qui a testimoniarlo. Bravo Blaze!!!
Tracklist:
1. The Man Who Would Not Die
2. Blackmailer
3. Smile Back At Death
4. While You Were Gone
5. Samurai
6. A Crack In The System
7. Robot
8. At The End Of The Day
9. Waiting For My Life To Begin
10. Voices From The Past
11. The Truth Is One
12. Serpent Hearted Man
mercoledì 16 luglio 2008
Judas Priest - Nostradamus

Genere: Heavy Metal
Tematiche: Concept Storico
Provenienza: Inghilterra
Data di Pubblicazione: 2008
Etichetta: Sony&BMG
Si sa il metal non è un genere musicale tradizionale, che segue le regole e/o la moda. Certo ci sono gruppi che tendono la mano a certe nuove sonorità semplicemente per piacere a più gente e chi al contrario evita a tutti i costi di scadere nel commerciale.
I Judas Priest nella loro lunga carriera ci hanno abituato un po’ a tutto. Quello che mancava nella loro lunga discografia era un concept album.
Oggi anno 2008 d.C. esce Nostradamus a coprire questa “lacuna”. Sono riusciti i Judas a colpire? Leggete e lo scoprirete.
Chiariamo subito che quello che ci aspetta nei suoi lunghi 142 minuti di musica è un album fortemente heavy metal. È vero ci sono anche tante intro (ma sarebbe più corretto chiamarli preludi) tra una canzone e l’altra, tanti inserti elettronici e classici ma questo non intacca la maestosità di questa opera. Ma è anche vero che con questo album non si può prendere una singola canzone dal contesto generale. Ne perderebbe di fascino e significato: e così Pestilence and Plague oltre a presentare un “italianizzato” Rob nel ritornello (“La Tentazione , Cercando La Gloria, Il Prezzo Da Pagare, È La Caduta Dell'uomo) è una canzone Judas Priest al 100%, come anche Prophecy o la title track. Lost Love è poi un delicato fiore in questo fiume metallico in mezzo a due pezzi da 90 come Conquest e Persecution che siamo sicuri in sede live faranno un figurone tra una Painkiller e Metal Gods qualsiasi. Infine cito Alone con il suo incedere quasi Doom con orchestrazioni maestose e classicheggianti. Nostradamus è questo: canzoni più di atmosfera e ragionate che di rabbia giovanile.
Certo di questi tempi in cui regna il download illegale, iTunes e la gente che ascolta la musica su iPod un album come questo verrà capito a metà o ignorato. Ma come detto il metal non è un genere musicale che non segue nessuna regola o moda?
Fatelo vostro, questa volta Halford, Tipton, Downing, Hill e Travis in arte Judas Priest si sono superati.
Tracklist:
2. Prophecy - (05:26)
3. Awakening - (00:52)
4. Revelations - (07:05)
5. The Four Horsemen - (01:35)
6. War - (05:04)
7. Sands of Time - (02:35)
8. Pestilence and Plague - (05:08)
9. Death - (07:33)
10. Peace - (02:21)
11. Conquest - (04:42)
12. Lost Love - (04:28)
13. Persecution - (06:34)
14. Solitude - (01:22)
15. Exiled - (06:32)
16. Alone - (07:50)
17. Shadows in the Flame - (01:10)
18. Visions - (05:27)
19. Hope - (02:09)
20. New Beginnings - (04:56)
21. Calm Before the Storm - (02:05)
22. Nostradamus - (06:46)
23. Future of Mankind - (08:29)